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    June 24

    13 sardi in sicilia

    Lunedì 1marzo 2004

    Dopo aver terminato le 2 ore in laboratorio di t.d.p., torniamo in classe convinti di andare incontro a una normalissima lezione di religione, ma non appena mettiamo piede in classe ci accorgiamo che qualcosa di misterioso aleggia nell’aria.

    Passati i primi minuti di ricognizione ci accomodiamo, e con voce serissima il professor Farru dice.-”Ma voi, 4Cet, avete in programma qualche visita d’istruzione?”... per circa due secondi pensiamo a quelle parole, e dopo aver capito cosa il prof voleva intendere, scoppiamo in lacrime di gioia...

    Lunedì 15 marzo.

    Al termine della 2 ora ci avviammo in classe con passo felpato in cerca di delucidazioni che riguardavano la nostra gita, e non raddrizzatori di vario genere.., all’entrata in classe il professor esordisce: -“Ragazzi, mi dispiace ma ci sono problemi, ci sono troppe cose da organizzare, e comunque io andrò lo stesso...” Subito si alzò un coro degno dei migliori gaggi da stadio... e poi scoppiamo nuovamente in lacrime, di dolore...

    Venerdì 19 marzo.

    La 4Cet si prepara a partire per Palermo... Ebbene si, dopo tutte quelle lacrime siamo riusciti a organizzare tutto.. o quasi.

    L’appuntamento era al porto di Cagliari, alle 18:00... ma per evitare ritardi alle 15:30 eravamo già tutti presenti, tranne uno.. Carboni (come al solito arrivò con mezz’ora in ritardo...).

    Eravamo tutti pronti a mettere piede in nave, e dopo aver aspettato che Masala finisse di parlare al telefono con la pivella, ci siamo avviati verso quelle scale ripidissime.. che promettevano qualcosa di buono.

    Non appena salimmo in nave fummo presi da attacchi improvvisi di gioia, andammo nella cabina 208, aprimmo la porta, “quella non era la solita cabina di 2° classe ma una vera e propria cabina reale, provvista anche di Jacuzzi...”

    Dopo essere stati circa 10 minuti ad ammirare la nostra “spaziosissima” cabina, andammo sul ponte, a salutare le 1000 fans (tutte amiche di Cirina) che si strappavano i capelli per noi... ma non passarono neanche 5 minuti che già tutti si erano rinchiusi in cabina con ragazze di vario genere (a parte Masala che era al telefono con la pivella).

    La notte passava in fretta, dopo mezzanotte Corona, Vacca e Di Stefano erano gia presi dall’alcol, scolandosi ben 64 birre in 3, mentre noi macinavamo chilometri in giro per la nave, alla ricerca dì qualche altra pivella da portare in cabina, e lì ebbi un colpo di fulmine... Arrivarono le 9:00 e fu ora di scendere, la notte passata in bianco ci aveva distrutto, avevamo le gambe gonfissime e nessuno sospettava che il prof era un ex maratoneta; dopo aver salutato (solo temporaneamente) le innumerevoli conquiste, scoprimmo la vera indole di Professor Farru, camminammo per circa 20 km alla scoperta delle bellezze di Palermo, per fortuna trovammo una guida, Walter, un bellissimo cane che ci segui per tutta la nostra avventura.. (dal porto alla cattedrale, al Palazzo dei Normanni al Teatro Massimo, per ritornare infine al porto. . . ecc).

    Dopo aver mangiato, sentimmo i primi bisogni fisiologici e purtroppo non c’era modo di porre rimedio a quest’incubo... Verso le quattro venne a prenderci Schumacher (x gli amici Girolamo), con il bus dell’ ATeam, e per tre ore alla media di 270 Km/h,guidò all’impazzata portandoci fino a Gela (in Arabia).

    Arrivammo verso le 21:00, e ci avventurammo invano per tutta Gela alla ricerca della nostra salvezza, del mitico, irriproducibile cesso..

    Andammo in pizzeria a finire di riempirci, ma ad un certo punto sentimmo il rumore dell’inconfondibile bus dell’ATeam, e non appena il prof. finì di bere il suo 37°caffè giornaliero, partimmo alla ricerca di qualche campo profughi che ci ospitasse. Dopo essere passati a prendere dei “Torinesi”, ci siamo recati verso Rocazzelle Beach. Quando mancava ancora 1 Km, incominciammo a scorgere una grandissima, enorme Villa; e noi con faccia ormai depressa pensavamo a quanti bagni quella villa potesse avere.., passati cinque minuti arrivammo alla tanto agognata meta , e alzando lo sguardo al cielo scoprimmo che quello era il nostro alloggio: una villa di 7 piani, provvista di campo di calcetto, biliardirio, biliardo, 5 televisioni, motorino scallato e per nostra fortuna ben 17 bagni con vasca idromassaggio...

    Il Prof andò a dormire quasi subito, e ci proibii di andare in giro per la casa, ma logicamente dopo aver usufruito del bagno, siamo andati alla scoperta della super villa del signor Mezza..salma. Prendemmo l’ascensore e andammo fino all’ultimo piano e la scoprimmo una gigantesca sala, con piscina, sistema Home Teatre e circa 50 dvd porno, per noi era il paradiso...

    Passammo un’altra notte in bianco alla scoperta della casa. Al mattino venne a prenderci un super turbo pulman volante dì, addirittura 3 pìani, che con l’accompagnamento di 38 tedesche ci portò ad Agrigento alla Valle dei Templi, ma neanche fatto in tempo a lasciare le insaziabili tedesche, fummo subito paccati da dei venditori ambulanti albanesi, che spacciandosi per siciliani doc, ci vendettero dei souvenìr, che non appena vennero a contatto con il nostro sudore si sbriciolarono...

    Dopo aver visitato tutta la Valle e violato circa 50 proibizioni, ritrovammo le nostre amiche della nave e subito con Tonio ci siamo portati al loro cospetto. Il prof insisteva per salire in pullman, ma con la scusa dì aspettare due compagni che si trovano ìn bagno, (strano!!) siamo passati alla fase di conquista... ma fummo interrotti dal mio telefono., era il prof che con un tono di bastardumini diceva:-” Lai, avete 5 secondi per arrivare qua, noi vi stiamo aspettando all’incrocio..”, ci guardammo con aria preoccupata all’udire quelle parole, ma non appena ci girammo il pullman non c’era più, iniziò così una folle corsa di 10km a velocità assurda, e dopo aver sorpassato anche un Ducati 999 siamo riusciti a intercettare il pullman, che ci portò al ristorante più esclusivo della Sicilia, dove ci aspettavano 20 ballerine brasiliane, che ci cucinarono varie pietanza (maialetto, aragosta e culluscioni...)

    Il pranzo fu più che abbondante, e ci fece tornare una voglia un pò strana, ma non ci preoccupammo più di tanto.. perché eravamo già in viaggio per la villa.. . fino a quando il prof impazzì ed ebbe la brillante idea di non andare direttamente nella nostra meravigliosa villa, ma passare prima a Gela. Inizialmente ci convinse dicendo che saremmo rimasti alcuni quarti d’ora .. ma dopo essere rimasti per più di 8 ore, il prof capi di aver fatto una cazzata e incominciò ad agitarsi... per fortuna riuscimmo a rubare un trattore che ci portò fino alla super villa, ma neanche il tempo di sgommarlo e andare in bagno che il prof ci fece trasferire in una pizzeria desolata dove i tavoli erano un optional e il pizzaiolo nonchè gestore della pizzeria faceva anche il cameriere.., là scoprimmo come si fa la vera pizza Caprese.

    Tornammo alla villa e dopo aver rinaugurato i bagni, abbiamo finito di mangiare gli ultimi viveri, Cirina scopri (e non solo lui) che in Sicilia non c’è Videolina. La notte passò all’insegna dei gavettoni tra le varie stanze, che erano sprovviste di chiave, e solo dopo aver progettato un complicatissimo sistema artigianale meccanico (di cui vado fiero), che richiese più di 3 ore per la sua perfetta realizzazione, riuscimmo a dormire sonnì tranquilli.

    22 marzo 2004

    La manifestazione aspettava solo noi, quindi per non fare tardi, alle 5:30 il risveglio fu scandito da circa trecento calci pesantissimi alla nostra porta da parte del prof ché non riuscì a capire come si apriva. Ci lavammo e cambiammo in un tempo record, 3 minuti,e dopo aver fatto circa 2000 foto, andammo a Gela.

    Al nostro arrivo scoppiò un applauso concitatissimo, firmammo tantissimi autografì ,e dopo aver chiarito la nostra provenienza seguimmo la manifestazione con l’auto del papa, che purtroppo abbiamo distrutto, per colpa di Barca che dopo aver picchiato l’autista si è messo alla guida. La giornata passò tranquillamente, e dopo essere tornati in villa, alcuni coraggiosi si diedero alla ricerca di qualche posto dove sfamarci. Passarono 45 minuti prima di avere loro notizie, poi una telefonata al professore.., buone notizie, si mangia...

    Fummo guidati da uno scafista in un ristorante a 6 stelle,dove mangiammo tantissime cose buone. Tornati a casa e, seduti in soggiorno, si incominciarono a vedere le prime facce tristi. Mancavano meno di 24 ore alla partenza..

    La notte passò normalmente (come tutte le altre in bianco a passate di gavettoni).

    Sistemammo l’ attrezzo chiudi porta a compiere il suo dovere, e con tanta tranquillità sul suo funzionamento, ci addormentammo. Al risveglio mi accorsi del rossetto che riempiva le nostre facce, subito mi recai a controllare l’attrezzo, ma esso era al posto giusto e non era stato intaccato dall’esterno, era chiaro che il colpevole era nella nostra stanza. Dopo una breve indagine lo scoprimmo: Asunis. Subì una passata di colpi e dopo aver capito con chi aveva a che fare, si offri volontario per ripulire la nostra stanza. Ci preparammo tutti da tipi seri, e dopo aver aspettato Masala che finiva gli ultimi Euro al telefono, andammo verso il pullman,che ci accompagnò a Trapani: come al solito io e Naitana dovevamo farci riconoscere e dopo 250 Km di pullman ci dovemmo fermare in mezzo alla strada per un improvviso bisogno fisiologico, durante un tre- mendo nubifragio.

    Noi eravamo depressi, dal fatto che la nostra vacanza stava terminando ma anche entusiasti di ripassare una notte in nave,che si prospettava migliore dell’andata.

    Finalmente arrivammo a Trapani, e dopo aver mangiato in un buonissimo self-service, il professore decise di portarci a Erice, un paesino a 3000 metri sul livello del mare.. noi felicissimi decidemmo di visitarlo senza immaginare minimamente a cosa andavamo incontro.

    Dopo aver aspettato per più di due ore il pullman, partimmo per Erice. Appena, poggiammo il primo piede sul suolo di Erice, un brivido attraversò le nostre schiene. Inizialmente non Capimmo cosa fosse ma dando uno sguardo al termometro, esso segnava -7 gradi.

    Molti con abbigliamento da veri sportivi entrarono in fase di putrefazione.

    Cercammo subito un bar per ripararci, e prendemmo qualche pasta e dopo aver fatto una visitina al bagno, andammo alla cassa per pagare 2 caffè e 3 paste. SPESA 37 EURO!!!

    Alla fermata del pullman, come se non bastassero i -13 gradi incominciò pure a grandinare palle di ghiaccio grandi quanto palloni da basket, ma per fortuna arrivò il pullman che ci portò a Trapani.. ma non era ancora finita, ci toccavano ancora 2 km da fare a piedi per arrivare al porto.

    Con tanta eccitazione riuscimmo a salire in nave, e dopo esserci accertati della presenza della compagnia femminile, ci recammo al bar ad attendere la partenza.

    Ore 21:00. La nave partì, ma subito ci rendemmo conto che la nave non è del tutto stabile, e che quei fastidiosi giramenti di testa non sarebbero stati favorevoli al nostro viaggio. Alcuni di noi per sopperire al fastidioso ondulare della nave rimasero in cabina, altri la maggior parte assistirono alla partita del Milan e allo show di Corona con la maglia di Gattuso che esultava come un porco (non sapendo che cosa gli riservava il futuro). Dopo aver passato la notte con delle ragazze di Oristano, si passo la notte a consolare Asunis per i 2 Dl PICCHE collezionati durante la serata, dopodiché ci addormentammo con la convinzione di arrivare a Cagliari alle 9:00.

    Al mattino sono il primo a svegliarmi, sono andato al bar, e con occhi gonfissimi cercai di guardare la televisione, quando mi resi conto che l’orario previsto per lo sbarco era alle 13:30. in quel momento incominciai a sprizzare gioia da tutti i pori.

    Per fortuna grazie a un delicatissimo circuito sequenziale degno del miglior elettronico, inventato da Masala, riuscimmo a far funzionare i nostri telefoni, per posticipare a casa il nostro arrivo.

    Sbarcammo alle 14:00 e dopo aver salutato le compagne di viaggio, con facce affrante dal dolore ci siamo salutati con sguardi nervosi per il tanto sonno, e siamo tornati alla vita normale.

     

                                                            Roberto Lai 4Cet

    Comments (2)

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    Marina Sattawrote:
    Si anche io proprio quell'anno o partecipato a una gita in sicilia... e stata davvero bella! a parte le 17 ore in nave, a cercare di rimenere dritta sul ponte... io ero l'unica a non avere conati, salvata da una pastiglietta magica!!
    Dec. 3
    ciao sardo sei? be anche io se passi nel mio blog vedrai qualcs di veramente esilerante la divina commedia (comica) in sardo ti aspetto e ricordati di lasciare un commento....ps anch'io suono chitara ma la mia passione è finger picking..
    Oct. 30

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